Viewing posts from: July 2019

Polis Avvocati “Studio dell’anno Corporate Puglia” ai Legalcommunity Italian Awards 2019

by Comunicazione in Eventi, News, Premi, Professione e avvocatura

Polis Avvocati è stata premiata ai Legalcommunity Italian Awards 2019 quale “STUDIO DELL’ANNO CORPORATE PUGLIA”. Questa la motivazione della giuria di esperti: “È lo studio che ha letteralmente rivoluzionato il modo di lavorare nel settore. Una organizzazione multidisciplinare che oggi rappresenta la massima espressione dell’assistenza in ambito societario a livello territoriale. Nel corso dell’anno lo studio si è distinto in un complesso caso di ristrutturazione societaria”.  A ritirare il premio ieri sera a Roma, nel Salone delle Fontane, gli avvocati Francesco Paolo Bello, managing partner di Polis, Maria Luisa Maggiolino, Saverio Nitti e Tommaso Barile. “Nel corso dell’anno abbiamo lavorato a un complesso caso di ristrutturazione societaria, che ci ha visti in un dialogo continuo con l’azienda che rappresentiamo, le istituzioni, i lavoratori, un progetto che prosegue tutt’ora, e al futuro del quale mi sento di dedicare la valenza di questo premio – commenta l’avvocato. FP Bello”. Legalcommunity Italian Awards sono i primi awards dedicati agli studi d’eccellenza, i “Grandi studi” di tutta Italia. Durante la serata sono stati premiati 36 protagonisti, tra studi e professionisti, della consulenza legale e fiscale operativi su tutto il territorio nazionale che si sono distinte nel corso dell’ultimo anno.  

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Michele Laforgia presenta il libro di Carlo Bonini e Giuliano Foschini a Barletta

by Comunicazione in Eventi

L'avvocato Michele Laforgia, socio di Polis Avvocati sarà questa sera a Barletta, nella sala convegni del Castello (19.30), per presentare "Ti mangio il cuore. Nell'abisso del Gargano, una storia feroce " (Feltrinelli ed.), il libro scritto a quattro mani dai giornalisti Carlo Bonini e Giuliano Foschini. Dalla quarta di copertina: "Da tempo in Italia non esistono più soltanto la mafia siciliana, la camorra e la ’ndrangheta. C’è una quarta mafia, che oggi è la meno raccontata e conosciuta. Eppure è potente ed è la più feroce. Nelle terre che si estendono dal Gargano a San Severo, da Manfredonia fino a Cerignola, comandano le famiglie della Società foggiana e i Montanari del Promontorio. I loro tentacoli sono ormai estesi in un enorme giro d’affari internazionale. La loro violenza è arcaica e bestiale. I loro uomini firmano gli omicidi sparando al volto, perché deturpare le sembianze significa cancellare anche la memoria. C’è chi ha leccato il sangue delle vittime e chi ha fatto sparire i cadaveri dandoli in pasto ai porci. Si nasce, si cresce e si muore nel culto della vendetta. Sangue chiama sangue. Dagli anni settanta a oggi gli omicidi sono stati 360, l’80 per cento dei quali è rimasto irrisolto. Tra il 2017 e il 2018 nella sola provincia di Foggia si è registrata la media di un omicidio a settimana, una rapina al giorno, un’estorsione ogni quarantott’ore. Una mattanza che ha fatto decine di morti e ha il suo inesauribile motore nella cruenta faida decennale tra due famiglie: i Romito e i Li Bergolis. Quella di Carlo Bonini e Giuliano Foschini è un’inchiesta che, intrecciando atti giudiziari inediti, testimonianze di investigatori, magistrati e vittime di questo inferno, si fa racconto drammatico, popolato da personaggi indelebili, e smaschera una catastrofe civile ignorata troppo a lungo, a cui lo Stato ora ha dichiarato guerra. Un racconto dall’abisso inesplorato della Società foggiana, la quarta mafia italiana. Nessuno parla, nessuno vede, nessuno ricorda. Perché il potere si conquista con il sangue."

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Francesca Resta al convegno sul “revenge porn”, organizzato dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Bari

by Comunicazione in Eventi

La dottoressa Francesca Resta, collaboratrice di Polis Avvocati e componente del Comitato Pari Opportunità dell'Ordine degli Avvocati di Bari, parteciperà questa sera all'aperitivo giuridico sul tema: "Cosa resta dell'amore? Le conseguenze dell'illecita diffusione di immagini sessualmente esplicite", organizzato dal C.P.O. dell'Ordine degli Avvocati di Bari (Circolo Canottieri Barion, ore 18.00). L'intervento di Francesca Resta, insieme all'avvocato Mariarita Blasi, si concentrerà sul caso degli avvocati iraniani condannati con pene esemplari per essersi posti a difesa dei diritti civili nel loro Paese. "Vogliamo tenere viva l’attenzione sulla vicenda che ha visto coinvolta la collega iraniana Nasrin Sotoudeh, condannata a 33 anni di reclusione e 148 frustate, a seguito di un processo celebrato a Teheran in sua contumacia, in quanto non posta nella condizione di poter scegliersi un difensore - scrivono Resta e Blasi -. I capi di imputazione che le sono stati ascritti concernono reati contro la sicurezza della nazione. Imputazione che appare assolutamente riprovevole considerando che riguarda l’esercizio della propria funzione in difesa degli attivisti e oppositori al regime, nonché delle donne arrestate per essersi scoperte il capo in luoghi pubblici. Purtroppo questo caso non è isolato in un Paese che nega evidentemente i minimi diritti civili. Del pari, anche il collega Amirsalar Davoudi è stato al centro di un processo che lo vedeva imputato per quattro capi d’accusa. Tra questi, a nostro avviso il più grave è l’aver creato un gruppo Telegram dove era possibile segnalare la violazione dei diritti civili e riflessioni su questioni politiche e sociali nonché sulla situazione riguardo alle libertà di pensiero ed espressione. È pacifico oramai che anche a livello internazionale all’avvocato è riconosciuto un ruolo non vincolato alla mera difesa tecnica ma portatore di diritti altrimenti sottaciuti . Questo non significa identificare l’avvocato con l’assistito ma al contrario dare rilevanza ad una professione vitale per l’intera comunità e alla sua funzione sociale, che spesso lo conduce anche a violazioni sulla propria persona. È opportuno ricordare che tra i principi fondamentali relativi al ruolo dell’Avvocato adottati dalle Nazioni Unite nel corso dell’Assemblea Generale tenutasi all’Avana nel 1990 è previsto il divieto di far ricadere sugli Avvocati le colpe – se nel caso di specie così possiamo definirle - dei propri assistiti".    

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