“Il modello organizzativo nella ripresa economica: un alleato delle imprese”. L’avvocata Vitone su La Gazzetta del Mezzogiorno

by Comunicazione in Rassegna Stampa

Per la rubrica “La bilancia e il bilancio” su LaGazzettadelMezzogiorno.it (qui il link all’articolo), la nostra Rossana Vitone è intervenuta sul tema dell’adozione di un modello organizzativo per consentire alle imprese di essere competitive sul mercato, alla luce del programma europeo di ripersa economica “Next Generation”.

Di seguito, l’articolo per esteso.

Il Next Generation EU, è un programma di portata e ambizione inedita, che prevede importanti investimenti e riforme e rappresenta, per le imprese italiane, un’opportunità imperdibile di sviluppo.

Le nostre aziende dovranno farsi trovare preparate anche dotandosi degli strumenti di compliance propedeutici alla corretta gestione dei principali processi aziendali, tra questi, il modello organizzativo disciplinato dal D.Lgs. 231/2001.

La compliance aziendale e, in particolar modo i principi dettati dal Decreto Legislativo 231, descrivono e individuano le corrette modalità comportamentali che le imprese devono porre in essere al fine di garantire le migliori condizioni di tracciabilità e trasparenza nel compimento delle principali attività aziendali.

In un tale contesto, risultano importanti le procedure organizzative che caratterizzano il modello 231 in quanto realizzano, non solo, un vantaggio economico e finanziario ma rappresentano un vero e proprio beneficio per l’intera struttura organizzativa aziendale e costituiscono l’occasione per la revisione dei processi da potenziare o semplificare.

Nel merito, al fine di consentire ad un’impresa di rendere tracciabili le proprie attività e individuare tutte le eventuali inadeguatezze che potrebbero rappresentare un ostacolo nella partecipazione ad un bando pubblico, sarà opportuno adottare un modello organizzativo caratterizzato da protocolli comportamentali con specifici adempimenti inerenti la gestione di investimenti, contributi pubblici e gare d’appalto.

Al riguardo, ad esempio, con riferimento agli investimenti e finanziamenti pubblici, il modello organizzativo dovrà contemplare, a fronte di un ipotetico rischio di indebita percezione di erogazioni pubbliche, una procedura che preveda la segregazione di responsabilità tra chi redige e chi sottoscrive la domanda nonché la presenza di un controllo da parte di una terza funzione, al fine di scongiurare da un lato l’eventuale commissione di reati e dall’altro sviste che potrebbero causare la mancata aggiudicazione del finanziamento stesso.

In un tale contesto, così come rappresentato anche da Confindustria nelle proprie Linee Guida inerenti la redazione dei modelli organizzativi, sarà importante prevedere, all’interno delle procedure in parola, controlli di completezza e correttezza della documentazione attestante i requisiti tecnici, economici e professionali dell’azienda che presenta il progetto, verifiche incrociate tra la funzione richiedente l’erogazione pubblica e la funzione designata a gestire le risorse, il monitoraggio sull’avanzamento del progetto e sul relativo reporting nei confronti della Pubblica Amministrazione, con evidenza e gestione delle eventuali anomalie e, infine, specifici controlli sull’effettivo impiego dei fondi erogati dagli organismi pubblici in relazione agli obiettivi dichiarati.

L’adozione di un modello organizzativo con tali caratteristiche consentirà alle imprese di essere sicuramente più competitive sul mercato a discapito di aziende meno strutturate.

In tale ottica anche le verifiche dell’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs.231/2001 hanno, da sempre, rappresentato un ulteriore momento di confronto con l’impresa al fine di evidenziare eventuali carenze organizzative e superarle ex ante.

Il reale vantaggio?

La creazione di una etica aziendale che contribuisca allo sviluppo dell’impresa stessa.

Del resto, l’attuale momento storico non consente più alle società, piccole o grandi che siano, di concepire l’adozione di un modello organizzativo in ottica di esclusivo adempimento alle norme di riferimento, essendo, invece, indispensabile, porre l’attenzione dell’imprenditore sulla concreta adozione e applicazione di regole che si integrino interamente nello svolgimento delle attività aziendali.

Oggi è inevitabile affermare che gli obiettivi delle aziende che guardano al futuro, non possono e non devono più essere legati soltanto alla sfera prettamente economica, ma, ai fini di una reale crescita, le società hanno il dovere di indirizzare la propria attenzione anche nei confronti di tematiche legate alla reputazione dell’impresa stessa.

Per tali ragioni, un modello organizzativo, caratterizzato da specifiche procedure, costituirà una prerogativa nella scelta e selezione dei partner commerciali, un vantaggio nella valutazione dei requisiti per l’aggiudicazione di un bando di gara e infine, aumentando la diffusione dei controlli avrà, inevitabilmente, un impatto immediato sull’immagine aziendale e sulla percezione che gli stakeholders avranno della stessa.

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