Showing posts tagged with: La Gazzetta del Mezzogiorno

Gli avvocati Michele Laforgia e Giovanni Di Cagno su La Gazzetta del Mezzogiorno e Repubblica Bari

by Comunicazione in News

Sui quotidiani La Gazzetta del Mezzogiorno e Repubblica, edizione di Bari, le riflessioni degli avvocati di Polis, Michele Laforgia e Gianni Di Cagno, sui cambiamenti che stiamo vivendo, a vari livelli, nei giorni dell'emergenza Covid-19. Leggi gli articoli  Gazzetta del Mezzogiorno 20.03.2020 Michele Laforgia   Rep.Bari 20.03.2020 Michele Laforgia Gazzetta del Mezzogiorno 24.03.2020 Gianni Di Cagno 1 Gazzetta del Mezzogiorno 24.03.2020 GianniDi Cagno 2    

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L’avvocato Gianni Di Cagno intervistato oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno: “Surreale il dibattito sul sorteggio dei componenti del CSM”

by Comunicazione in Rassegna Stampa

Giovanni Di Cagno Polis AvvocatiL'avvocato Giovanni Di Cagno, socio di Polis Avvocati, è stato intervistato oggi su La Gazzetta del Mezzogiorno, in merito alle vicende che interessano il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) e l'elezione dei suoi componenti. Componente laico del CSM dal 1998 al 2002, l'avvocato Di Cagno ha raccontato al giornalista Giovanni Longo le dinamiche che attengono i procedimenti sulle elezioni del CSM, e ha espresso il suo parere nettamente sfavorevole sull'ipotesi dell'elezione per sorteggio. Altresì ha sottolineato come "il problema delle nomine non si risolve con l'ennesimo cambiamento del sistema elettorale del CSM. È stato modificato ogni sette-otto anni, più o meno a ogni cambio di maggioranza parlamentare, sempre con l'obiettivo dichiarato di limitare le correnti e, come si vede, le correnti hanno sempre più potere. In realtà, bisognerebbe incidere sull'inevitabile corporativismo di ogni ordine burocratico e, dunque, per la magistratura, partire dal livello periferico, i Consigli giudiziari. Se i pareri espressi sulla professionalità dei magistrati sono praticamente tutti uguali, come meravigliarsi se poi le scelte vengono fatte per ragioni extraprofessionali? Il rimedio è quello di introdurre anche nei Consigli giudiziari una componente "laica" espressione dei cittadini che concorra a valutare le professionalità dei magistrati".    

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L’avvocato Francesco Paolo Bello interviene su La Gazzetta del Mezzogiorno sul decreto “Sblocca cantieri”

by Comunicazione in Anticorruzione Codice Appalti, Diritto Amministrativo

L'avvocato Francesco Paolo Bello, MP di Polis Avvocati, è intervenuto oggi su "La Gazzetta del Mezzogiorno" in merito al cosiddetto decreto "Sblocca cantieri" e alle modifiche da questo apportate al Codice degli Appalti (d. lgs. n. 50/2016).  

L'analisi tecnico-giuridica dell'avv. Bello, amministrativista esperto in appalti pubblici, si inserisce nell'attuale dibattito che vede il Parlamento italiano, proprio in queste ore, impegnato nella decisione sul "superemendamento" al d.lgs. "Sblocca cantieri". Di seguito il passo conclusivo dell'intervento: "È sicuramente apprezzabile la volontà del Governo di procedere a una razionalizzazione delle norme di settore. Tuttavia, le esigenze di semplificazione non possono andare a discapito delle istanze di legalità e trasparenza che devono necessariamente informare le procedure di gara: motivo per il quale, come ha recentemente sottolineato il Presidente dell’ANCE, desta non poche preoccupazioni la valorizzazione del criterio del massimo ribasso, così come il ricorso alle procedure straordinarie dovrebbe essere contenuto nei soli casi di reale emergenza. Il rischio, però, è che tutte queste riflessioni potrebbero ritenersi “superate” alla luce del cosiddetto “superemendamento” che, laddove passasse il vaglio della commissione Bilancio del Senato, comporterebbe la sospensione di alcune rilevanti previsioni del Codice Appalti per ben due anni. Tra le novità “di merito” rese note secondo le prime indiscrezioni, emerge, in particolare, l’ennesimo rimaneggiamento del tetto di ammissibilità del subappalto (si parla del 40%): modifica, quest’ultima, che, accogliendo le perplessità segnalate dalla FINCO in relazione al rischio di infiltrazioni malavitose e di peggioramento della qualità delle opere insito nel passaggio del limite dal 30% al 50%, non può che essere riportata quale ulteriore esempio dell’assoluta incertezza normativa che regna sovrana nel settore degli appalti pubblici".   Leggi l'intervento su La Gazzetta del Mezzogiorno del 4/06/2019               

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