Vaccino anti-Covid obbligatorio? L’avvocato Giovanni Di Cagno su La Gazzetta del Mezzogiorno

by Comunicazione in News

Vaccino anti Covid obbligatorio: la Corte Costituzionale si è già espressa due anni fa, prima della pandemia, sulla legittimità di un provvedimento impositivo. In Puglia, per alcune categorie, esiste anche una legge regionale a supporto dell’obbligo.
Su La Gazzetta Mezzogiorno di oggi, il fondo dell’avvocato Giovanni Di Cagno, partner di Polis, apre una discussione sul tema.
Di seguito il testo dell’articolo
Era prevedibile, e purtroppo è successo: in Italia la discussione sul sì o no al vaccino anti-Covid si è già spostata dal campo della medicina a quello del diritto, con tutto l’inevitabile carico di incertezze e il rischio di una babele prossima ventura; non a caso, sull’obbligo di vaccinazione anti-Covid per gli operatori sanitari due “grandi vecchi” del diritto nostrano come Ichino e Ainis, sono in disaccordo tra loro. Bene ha fatto Massimiliano Scagliarini, allora, a ricordare su La Gazzetta del Mezzogiorno di domenica scorsa che la questione è tutta politica.
La Corte costituzionale già due anni fa (in epoca pre-Covid, dunque) con sentenza n.5/2018 ha dichiarato la piena legittimità di una legge che imponga a particolari soggetti obblighi vaccinali presidiati da sanzioni amministrative: “questa Corte ha precisato che la legge impositiva di un trattamento sanitario non è incompatibile con l’art.32 Cost., se il trattamento è diretto non solo a migliorare o preservare lo stato di salute di chi vi è assoggettato, ma anche a preservare lo stato di salute degli altri”). È inutile, allora, che i nostri governanti si trincerino dietro principi costituzionali interpretati ad usum delphini: la Consulta ha già statuito che in determinate situazioni può essere previsto un obbligo di vaccinazione per particolari categorie di cittadini. E dunque, nulla osta al varo di una legge nazionale che imponga a tutto il personale sanitario di vaccinarsi contro il Covid-19.
La situazione, poi, è ancora più chiara nella nostra Puglia, in cui la legge regionale n.27/2018 (sul punto giudicata costituzionalmente legittima dalla Corte con sentenza n.137/2019) prevede il divieto di accesso alle strutture sanitarie per quegli operatori che rifiutino di adeguarsi alle indicazioni di un Piano nazionale di prevenzione vaccinale; e proprio la Giunta-Emiliano, sulla base di detta legge, ha emanato nello scorso mese di giugno il Regolamento n.10/2020, che considera inidoneo alle mansioni il personale sanitario che non presti consenso “alle vaccinazioni indicate nei vigenti Piani vaccinali nazionale e regionali”(regolamento giudicato pienamente legittimo dal TAR Puglia con ordinanza del 26 novembre2020).
Perché, allora, tra un DPCM e l’altro il Go-verno-Conte non trova il tempo di presentare una proposta di legge sull’obbligo di vaccina-zione anti-Covid per tutti gli operatori sanitari, che sarebbe pienamente costituzionale? E perché la Giunta-Emiliano, piuttosto che rivolgere blande esortazioni a medici e infermieri, non applica le cogenti disposizioni che essa stessa ha varato pochi mesi fa?
La risposta, temo, attiene agli equilibri politici, con tanti grillini che – a Roma come a Bari – appaiono ancora preda di suggestioni no-vax (a partire dal Grillo in persona). Ma allora si abbia il coraggio di dirlo, e si apra nel Paese una trasparente discussione pubblica: in una situazione di gravissima emergenza epidemiologica come l’attuale, nel necessario con-temperamento tra diritti primari deve prevalere quello egoistico del singolo operatore sanitario a non vaccinarsi, o quello della collettività ad esigere che chi eroga cure e assistenza non rischi di trasmettere gravi malattie? La questione, come si vede, è pienamente politica, e la sua risoluzione è gravida di conseguenze: perché se M5S e PD non sono d’accordo sulla risposta a un simile interrogativo, che incide pesantemente sulla vita dei cittadini, allora davvero non possono più governare insieme.
Il Governo-Conte oggi traballa, per quelli che a tanti sembrano giochi di palazzo. Ma se il Governo rischia di cadere, che almeno cada o trovi una maggioranza parlamentare su una questione che tutti i cittadini possono capire e che riguarda i destini dell’intera comunità nazionale.
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