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“Il 2021 nel segno della crescita”. Polis nell’inserto “Studi legali 2021” del Sole 24Ore

by Comunicazione in News, Rassegna Stampa

 Si parla di noi nell'inserto "Studi legali 2021" del Sole 24Ore. Di seguito l'articolo per esteso

Polis Avvocati, la prima cooperativa di avvocati in Italia – fondata a Bari nel 2017 – nonostante la profonda crisi indotta dalla pandemia, ha scelto ancora una volta di andare controcorrente, con una politica espansiva che ha puntato sull’allargamento della compagine dei professionisti, sull’avvio di numerose collaborazioni e, non da ultimo, sull’ulteriore ampliamento della propria sede. Con 40 avvocati, un approccio marcatamente multidisciplinare ed un’offerta di servizi legali ormai estesa all’intero territorio nazionale, Polis ha affiancato al tradizionale know how nei settori del Diritto Penale, Amministrativo, Civile e del Lavoro, un massiccio investimento di competenze nella Corporate Compliance (a partire dalla responsabilità degli Enti ex D.Lgs. 231/01), nel diritto societario e fallimentare, nella contrattualistica, anche internazionale, e nella Responsabilità Sociale d’Impresa. Nell’ultimo anno, oltre ad approcciare le problematiche giuridiche legate all’emergenza epidemiologica, lo Studio ha rafforzato la propria presenza nel diritto di famiglia e avviato la crescita dei settori strategici del diritto tributario e della tax compliance, consolidando la collaborazione con primari studi esteri per la tutela delle imprese che si rapportano con i cd. “Paesi a rischio”, o sottoposti a sanzioni internazionali. Pioniere per la scelta della governance cooperativa nel mercato legale e all’avanguardia nella valorizzazione dei giovani avvocati – con numerosi partner non ancora quarantenni e il recente ingresso di una giovane collega nel Consiglio di Amministrazione – Polis continua a percorrere la strada dell’innovazione e della crescita, che nel 2021 si concretizza anche nell’ampliamento della sede principale dello Studio, che ora occupa oltre 1600 metri quadri sul lungomare di Bari.      
 

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L’Organismo di Vigilanza ex D.Lgs. 231/2001 e i suoi poteri di iniziativa e controllo alla luce della Sentenza del Tribunale di Milano del 7 aprile 2021

by Comunicazione in Diritto Penale e Responsabilità ex D.Lgs. 231-2001, News

Rossana Vitone, nostro of counsel, ha approfondito la sentenza n. 10748, 7 aprile 2021 della II Sezione Penale del Tribunale di Milano, sul ruolo dell'Organismo di Vigilanza (OdV) ex D.Lgs. 231/2001.

La Sentenza della Seconda Sezione Penale del Tribunale di Milano, n. 10748, 7 aprile 2021, impone una riflessione in merito al ruolo dell’Organismo di Vigilanza (OdV) ex D.Lgs. 231/2001. Il D.Lgs. 231/2001 prevede che “il compito di vigilare sul funzionamento e l'osservanza dei modelli e di curarne il loro aggiornamento” venga attribuito ad un Organismo esterno alla società. L’Organismo di Vigilanza riveste un ruolo centrale con riferimento al controllo sulla corretta osservanza dei modelli organizzativi adottati dall’ente, tuttavia, la tesi sostenuta dai Giudici del Tribunale di Milano è che l’OdV abbia il potere di impedire la commissione dei reati previsti dal Decreto Legislativo 231. Tale presupposto metterebbe in discussione il ruolo dell’Organismo di Vigilanza all’interno del perimetro societario con una inevitabile confusione sull’operato dell’Organismo stesso che, per conclamata dottrina e giurisprudenza, è sempre stato circoscritto alla vigilanza sulla corretta osservanza delle misure previste dal modello organizzativo ex D.Lgs.231/2001 e non è mai sconfinato, invece, nel dovere di impedire il verificarsi di una ipotesi di reato. L’Organismo di Vigilanza, nel caso in esame, tra le varie attività, avrebbe dovuto evidenziare e segnalare la pericolosità di alcune operazioni negoziali e incasellarle come rischiose e pericolose per la solidità economica di Banca Monte dei Paschi di Siena. La soluzione proposta non sembra, in realtà, condivisibile, in quanto l’Organismo di Vigilanza non ha, per sua stessa natura, i poteri di controllo che il Codice Civile attribuisce, ad esempio, al Collegio Sindacale e non è una Funzione Apicale addetta all’organizzazione e gestione delle attività societarie. Sul punto, si riporta un estratto della Sentenza in parola: “Nel periodo d’interesse l’organismo di vigilanza ha assistito inerte agli accadimenti, limitandosi a insignificanti prese d’atto, nella vorticosa spirale degli eventi (dalle allarmanti notizie di stampa sino alla débàcle giudiziaria) che un più accorto esercizio delle funzioni di controllo avrebbe certamente scongiurato. Così, purtroppo, non è stato e non resta che rilevare l’omessa (o almeno insufficiente) vigilanza da parte dell’organismo, che fonda la colpa di organizzazione di cui all’art. 6, D.Lgs. n. 231/01. Infine, pare persino superfluo evidenziare come non si sia in alcun modo dimostrata la fraudolenta elusione del modello 231, violato nella generalizzata e diffusa indifferenza. Considerazioni tutte che impongono l’affermazione della responsabilità dell’Ente” A tale riguardo è fondamentale non confondere il ruolo di impulso dell’OdV, che si manifesta nella verifica e nel controllo dei presidi previsti dal modello organizzativo, con il potere di gestione delle attività societarie, rimesso esclusivamente alle funzioni aziendali. Inoltre, è d’obbligo sottolineare che i controlli dell’Organismo di Vigilanza, inerenti la corretta attuazione delle prescrizioni previste dal modello organizzativo, rappresentano una delle principali attività dirette alla prevenzione dei reati ex D.Lgs. 231/01; tali controlli, tuttavia, devono prevedere più livelli di verifica e riscontro da parte dei diversi Organi societari deputati, non potendo essere rimessi, in via esclusiva, all’attività di analisi svolta dall’OdV. Si evidenzia, altresì, che l’Organismo di Vigilanza deve essere provvisto di poteri di autonomia e indipendenza che collidono, irrimediabilmente, con quel diritto di ingerenza nelle scelte societarie invocato dai Giudici del Tribunale di Milano. L’OdV, pertanto, potrà e dovrà adempiere in modo adeguato ai propri compiti – e può aggiungersi che dovrà farlo con disciplina ed onore – non dimenticando però che, quanto più il proprio operato risulterà indipendente e svincolato rispetto alla governance aziendale, tanto più sarà possibile parlare di un idoneo modello organizzativo. Avv. Rossana Vitone

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L’avvocato Fabio Di Cagno nominato Vice Presidente della III Sezione Giudicante della Corte Sportiva di Appello della FIGC

by Comunicazione in News

Il Consiglio Federale della FIGC (Federazione Italiana Giuoco Calcio), con delibera del 26 aprile scorso, ha nominato Vice Presidente della III Sezione Giudicante della Corte Sportiva di Appello a livello nazionale il nostro Avv. Fabio Di Cagno, socio fondatore e Presidente di Polis Avvocati.

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