Viewing posts categorised under: Processi

La Corte di Appello di Roma conferma assoluzione dirigente ministeriale difeso da Gianni Di Cagno e Andrea Di Comite

by Comunicazione in Processi

Si è concluso in fase di appello il processo penale a carico di due dirigenti ministeriali, accusati di non avere riconosciuto la presunta efficacia di uno speciale sistema in grado di ridurre le emissioni delle particelle inquinanti generate dai motori diesel.
I giudici della Corte di Appello di Roma hanno confermato la sentenza di primo grado che aveva assolto gli imputati, riconoscendo sia l'assoluta correttezza del loro operato che la piena conformità degli attuali filtri antiparticolato alle direttive europee, in quanto idonei ad abbattere le emissioni nocive al di sotto dei limiti di pericolosità.
Lo comunicano i nostri avv.ti Giovanni Di Cagno e Andrea Di Comite (in foto), difensori di uno dei dirigenti imputati.

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Condanne “processo Labriola”. Gli avvocati Laforgia e Avitabile difensori di parte civile – Rassegna Stampa

by Comunicazione in Processi, Rassegna Stampa

"È stato un processo lungo, sofferto, difficile. Una sentenza di primo grado non sana le ferite e non restituisce la vita a chi l’ha persa e ai suoi familiari. Non c’è mai da gioire per una condanna. Ma la decisione di oggi conserva la memoria di una donna e di un medico che ha pagato il prezzo più alto per fare il suo dovere. Non dovremo dimenticarlo. Paola Labriola era un medico del servizio pubblico che aveva dedicato la sua professione e la sua vita alle persone fragili, al disagio mentale, a chi vive ai margini delle nostre periferie. Ed è triste constatare che è morta non solo per mano di una di quelle persone, com’era già stato accertato con sentenza definitiva, ma anche per responsabilità di chi dirigeva lo stesso servizio pubblico, come ha riconosciuto oggi il Tribunale di Bari.  A volte anche la verità e la giustizia hanno un sapore amaro". Questo il commento degli avvocati Michele Laforgia e Paola Avitabile, difensori dei parenti di Paola Labriola - la psichiatra barese uccisa nel 2013 nel centro di salute mentale dove lavorava - costituiti parte civile, ieri subito dopo la sentenza di condanna emessa dalla Prima Sezione Penale del Tribunale di Bari nel "processo Labriola". Rassegna Stampa GdM_prima pagina_30042021 GdM_30042021 GdMBari_prima pagina_30042021 GdMBari_30042021 Cormez_prima pagina_30042021 Cormez_30042021 RepBari_prima pagina_30042021 RepBari_30042021 LaGazzettadelMezzogiorno.it TGRPuglia CorrieredelMezzogiorno.it LaRepubblicaBari.it TeleNorba Telebari Borderline24 Baritoday Bariviva    

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Processo Labriola, rischio prescrizione. Polis chiede tempistiche più celeri

by Comunicazione in Processi

C'è il rischio di prescrizione nel processo sulle presunte omissioni sulla sicurezza che avrebbero contribuito a causare la morte di Paola Labriola.
I penalisti di Polis, Michele Laforgia e Paola Avitabile, difensori dei parenti della vittima costituiti parte civile nel processo iniziato quattro anni fa, hanno sollevato la questione della prescrizione ieri in udienza, chiedendo, a tal riguardo, che il giudizio prosegua con tempistiche più celeri.
La psichiatra barese fu assassinata il 4 settembre 2013, con 70 coltellate inferte da un paziente del centro di salute mentale dove lavorava.
Il 4 marzo prossimo, dopo sette anni e mezzo dall'omicidio, potrebbe prescriversi  il reato contestato all'ex DG della Asl di Bari (morte in conseguenza di altro reato) e ad altri imputati. I giudici hanno intanto fissato una udienza a settimana, fino al 25 febbraio, data in cui dovrebbe essere emessa la sentenza, salvo sospensioni della prescrizione, da valutare nel merito.
"Nonostante lo sforzo fatto da giudici e difensori degli imputati, siamo davvero rammaricati che a sette anni dall’omicidio non si sia ancora giunti ad una definizione della vicenda giudiziaria - dichiarano gli avvocati Laforgia e Avitabile -. Oltre al fatto che, ad oggi, la famiglia di Paola Labriola non hai mai ricevuto né un euro, né un’offerta del risarcimento del grave danno subito".
Rassegna Stampa

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