Polis Avvocati ha ottenuto in Cassazione la conferma definitiva delle assoluzioni di Ferrotramviaria e di due suoi ex dirigenti nel processo per il disastro ferroviario del 12 luglio 2016 sulla tratta Andria-Corato, in cui persero la vita 23 persone.
La Quarta sezione penale della Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso della Procura generale, che chiedeva l’annullamento delle assoluzioni e un nuovo giudizio d’appello per la società, alla quale era contestato l’illecito amministrativo previsto dal d.lgs. 231/2001, così come per l’ex direttore generale Massimo Nitti e per l’ex direttore di esercizio Michele Ronchi.
Polis Avvocati ha assistito la società con il socio fondatore Michele Laforgia, mentre la posizione di Nitti e Ronchi è stata patrocinata da Andrea Di Comite. Del collegio difensivo in Cassazione hanno fatto parte anche Tullio Bertolino, Ascanio Amenduni ed Enzo Augusto.
Le difese hanno ottenuto ragione in tutti e tre i gradi di giudizio. Già il Tribunale di Trani, nel 2023, e la Corte d’appello di Bari, nel 2025, avevano ricondotto lo scontro all’errore umano del personale in servizio, escludendo responsabilità dei vertici e della società. Al centro del processo c’era il “blocco telefonico” in uso sulla linea: un sistema che l’accusa riteneva insicuro e che le difese hanno dimostrato essere conforme alla normativa allora vigente. In appello sono state inoltre eliminate le statuizioni civili a carico di Ferrotramviaria. Restano definitive le condanne del capostazione e del capotreno coinvolti.